

Lo Scambio sul Posto è stato per quasi vent'anni il meccanismo più utilizzato dai proprietari di impianti fotovoltaici in Italia per valorizzare l'energia prodotta e non consumata. Dal 2025, però, il GSE ha chiuso definitivamente le nuove adesioni: la delibera ARERA 78/2025/R/efr ha sancito la fine del regime SSP.
Se hai un impianto fotovoltaico con un contratto di Scambio sul Posto ancora attivo, il tuo accordo resta valido fino a scadenza naturale. Se invece stai installando un impianto nuovo o il tuo contratto è scaduto, le regole sono cambiate e le alternative disponibili nel 2026 sono diverse — alcune, per certi aspetti, anche migliori.
In questa guida trovi tutto quello che serve sapere: cos'era lo Scambio sul Posto, cosa succede adesso, quanto paga ancora il GSE e quali sono le opzioni concrete per il 2026.
Lo Scambio sul Posto (SSP) era un meccanismo gestito dal GSE che permetteva ai proprietari di b di immettere in rete l'energia prodotta in eccesso e di ricevere una compensazione economica quando la prelevavano successivamente. In pratica, la rete elettrica funzionava come una batteria virtuale: producevi di giorno, consumavi di sera e il GSE regolava i conti.
Il meccanismo era disciplinato dalla delibera ARERA ARG/elt 74/08 e poteva essere richiesto da privati e piccole imprese con impianti fino a 500 kW di potenza.
La chiusura dello Scambio sul Posto è arrivata in attuazione del D.Lgs. 199/2021, che ha recepito la Direttiva Europea RED II sulle energie rinnovabili. L'obiettivo è riordinare il sistema di incentivazione e promuovere meccanismi più moderni come l'autoconsumo, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e il Ritiro Dedicato.
Le date chiave della chiusura:
Da queste date in poi, nessun nuovo impianto può più accedere allo Scambio sul Posto.
Se hai un contratto SSP ancora attivo, la notizia è questa: il tuo contratto resta valido fino alla sua scadenza naturale. Il GSE continuerà a erogare il contributo in conto scambio secondo le condizioni previste dalla tua convenzione.
Ecco le casistiche principali:
Per controllare lo stato del tuo contratto di Scambio sul Posto:
1. Accedi all'Area Clienti GSE su gse.it
2. Vai nella sezione Contratti > Elenco Contratti
3. Seleziona il contratto di Scambio sul Posto
4. Verifica la data di attivazione, la scadenza e l'eventuale presenza di eccedenze maturate
Se risultano eccedenze non liquidate, puoi richiederne il pagamento oppure mantenerle come credito per l'anno successivo — ma attenzione: con la chiusura del meccanismo, la liquidazione è generalmente la scelta più prudente.
Per chi ha ancora un contratto SSP attivo, il GSE continua a pagare il contributo in conto scambio (Cs). L'importo dipende da quanta energia immetti in rete e da quanta ne prelevi.
La tariffa media di compensazione nel 2025 si è attestata intorno a 0,14-0,18 €/kWh, circa la metà del prezzo medio di acquisto dall'esterno. Per un impianto domestico da 6 kWp che produce circa 8.000-9.000 kWh/anno e ne immette in rete circa il 65-70%, il contributo annuo è nell'ordine di 700-1.100 €.
Il contributo in conto scambio si calcola con questa formula:
Cs = min(Oe; Cei) + CUsf × Es
Dove:
In pratica: più i tuoi consumi sono allineati alla produzione, più il contributo è alto. Se immetti molto più di quanto prelevi, la quota eccedente viene valorizzata a un prezzo inferiore.
Il GSE eroga il contributo SSP con un sistema di acconti semestrali e conguaglio annuale:
Il GSE monitora automaticamente le letture del contatore bidirezionale. Gli importi vengono pubblicati nell'Area Clienti prima dell'erogazione.
Se l'energia che hai immesso in rete supera quella prelevata, si generano eccedenze. Hai due opzioni:
A questo punto ti starai chiedendo: conviene liquidare? Con il contratto SSP in scadenza, la risposta è quasi sempre sì. Non ha senso accumulare crediti su un meccanismo che sta chiudendo. Se il tuo contratto è prossimo alla scadenza, richiedi la liquidazione tramite il portale GSE.
Il contributo in conto scambio ha rilevanza fiscale e va dichiarato. Le regole dipendono dalla tua situazione:
In caso di dubbio, consulta il tuo commercialista con il dettaglio dei contributi SSP scaricabile dal portale GSE (sezione "Contributi e Corrispettivi").
Con la chiusura dello SSP, il Ritiro Dedicato (RID) è diventato il meccanismo principale per chi vuole valorizzare l'energia immessa in rete. Le differenze sono sostanziali:
Il Ritiro Dedicato è più semplice da gestire, ma economicamente meno vantaggioso dello SSP per chi ha un buon equilibrio tra produzione e consumo. Il prezzo riconosciuto dal GSE per l'energia immessa è significativamente più basso rispetto alla compensazione dello Scambio sul Posto.
Per un approfondimento completo: guida al Ritiro Dedicato 2026.
Lo SSP è chiuso, ma le opzioni per valorizzare l'energia del tuo impianto fotovoltaico non mancano. Ecco le tre alternative principali, più una soluzione che cambia le regole del gioco.
Il Ritiro Dedicato è l'alternativa più immediata: il GSE acquista l'energia che immetti in rete a un prezzo minimo garantito, aggiornato annualmente dall'ARERA. È la soluzione di default per chi esce dallo SSP senza scegliere altro.
Pro: semplice, automatico, nessun vincolo tra produzione e consumo. Contro: il prezzo riconosciuto è contenuto — il prezzo minimo garantito (PMG) è di circa 0,047 €/kWh, anche se il prezzo effettivo di mercato si attesta mediamente intorno a 0,10-0,11 €/kWh. In entrambi i casi, molto meno di quanto paghi l'energia dalla rete.
La batteria di accumulo è la soluzione più efficace per sostituire lo Scambio sul Posto dal punto di vista economico. Invece di immettere l'energia in rete e ricevere una compensazione modesta, la accumuli e la usi quando ti serve — di sera, di notte, nei giorni nuvolosi.
Una batteria da 8,29 kWh costa circa 3.700-3.900 € e si ripaga in 8-12 anni. Con il Bonus Casa al 50% (prima casa), il costo effettivo si dimezza.
Le CER permettono di condividere l'energia prodotta con altri utenti collegati alla stessa cabina primaria. L'energia condivisa genera un corrispettivo di valorizzazione ARERA di circa 0,008-0,01 €/kWh (restituzione delle componenti tariffarie) più una tariffa premio GSE tra 0,06 e 0,12 €/kWh (in base alla potenza dell'impianto e ai prezzi di mercato), per un totale di circa 0,07-0,13 €/kWh sull'energia condivisa.
Pro: rendimento potenzialmente superiore allo SSP sull'energia condivisa. Contro: richiede l'adesione a una comunità energetica, con complessità organizzativa e burocratica significativa. I tempi di attivazione sono ancora lunghi.
Per saperne di più: guida alle Comunità Energetiche Rinnovabili.
Enpal One è un servizio che trasforma la tua batteria domestica in uno strumento attivo di guadagno. Funziona come un conto energetico intelligente: un algoritmo gestisce automaticamente la carica e la scarica della batteria in base ai prezzi di mercato dell'energia.
In pratica:
Il risultato è un risparmio aggiuntivo rispetto a un sistema tradizionale con Ritiro Dedicato, senza alcun effort da parte tua. Il sistema lavora 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
La scelta giusta dipende dalla tua situazione attuale. Ecco uno schema per orientarti:
Se hai ancora un contratto SSP attivo:
1. Verifica la scadenza del tuo contratto sul portale GSE
2. Valuta se liquidare le eccedenze accumulate
3. Pianifica il passaggio a un'alternativa prima della scadenza, per non ritrovarti nel Ritiro Dedicato di default (che paga meno)
4. Considera l'installazione di una batteria di accumulo per aumentare l'autoconsumo e dipendere meno dalla compensazione
Se il tuo contratto SSP è scaduto o stai installando un nuovo impianto:
1. Se non hai batteria: valuta l'accumulo come prima opzione — il risparmio sull'autoconsumo supera quasi sempre il ricavo del Ritiro Dedicato
2. Se hai già una batteria: considera Enpal One per ottimizzare automaticamente la vendita dell'energia in eccesso
3. Se sei in un contesto condominiale o di quartiere: informati sulle CER disponibili nella tua zona
In tutti i casi, la direzione è chiara: massimizzare l'autoconsumo è la strategia più conveniente nel 2026. Lo Scambio sul Posto compensava chi immetteva in rete; oggi, con i prezzi del Ritiro Dedicato molto più bassi, conviene consumare il più possibile dell'energia che produci.
Lo Scambio sul Posto è finito, ma il modo di valorizzare la tua energia si è evoluto.
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Lo Scambio sul Posto (SSP) era un meccanismo del GSE che compensava i proprietari di impianti fotovoltaici per l'energia immessa in rete. In pratica, la rete funzionava come una batteria virtuale: producevi di giorno, consumavi di sera e il GSE regolava i conti con un contributo economico. Il meccanismo è stato chiuso a nuove adesioni dal 2025 (delibera ARERA 78/2025).
No per i nuovi impianti — non è più possibile attivare nuove convenzioni SSP dal 26 settembre 2025. Sì per i contratti già attivi — le convenzioni esistenti proseguono fino a scadenza naturale, con il GSE che continua a erogare il contributo in conto scambio. I contratti attivi da oltre 15 anni sono stati chiusi al 31 dicembre 2024.
La tariffa media di compensazione è di circa 0,14-0,18 €/kWh, pari a circa la metà del prezzo di acquisto dalla rete. Per un impianto da 6 kWp, il contributo annuo è nell'ordine di 700-1.100 €, a seconda del rapporto tra energia immessa e prelevata.
Lo SSP era un sistema di compensazione: immettevi e prelevavi energia, il GSE regolava i conti. Il Ritiro Dedicato è una vendita diretta: il GSE compra la tua energia a un prezzo fisso (0,05-0,10 €/kWh), più basso della compensazione SSP. Il RID è più semplice da gestire ma economicamente meno vantaggioso per chi ha un buon equilibrio produzione/consumo.
Per impianti ≤ 20 kW ad uso domestico, la quota energia del contributo SSP non è tassata (Circolare AdE 46/E/2007). La quota eccedenze (se liquidata) va dichiarata nel Rigo D5 (codice 1) del modello 730 come reddito diverso. Per impianti > 20 kW o ad uso commerciale, l'intero contributo è reddito d'impresa e richiede fatturazione con IVA al 22%.