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Fotovoltaico
Scambio sul posto

Scambio sul Posto: cos'è, come funzionava e cosa fare nel 2026

Data:
2.4.2026
Tempo di lettura:
10
minuti

Lo Scambio sul Posto è stato per quasi vent'anni il meccanismo più utilizzato dai proprietari di impianti fotovoltaici in Italia per valorizzare l'energia prodotta e non consumata. Dal 2025, però, il GSE ha chiuso definitivamente le nuove adesioni: la delibera ARERA 78/2025/R/efr ha sancito la fine del regime SSP.

Se hai un impianto fotovoltaico con un contratto di Scambio sul Posto ancora attivo, il tuo accordo resta valido fino a scadenza naturale. Se invece stai installando un impianto nuovo o il tuo contratto è scaduto, le regole sono cambiate e le alternative disponibili nel 2026 sono diverse — alcune, per certi aspetti, anche migliori.

In questa guida trovi tutto quello che serve sapere: cos'era lo Scambio sul Posto, cosa succede adesso, quanto paga ancora il GSE e quali sono le opzioni concrete per il 2026.

Cos'è lo Scambio sul Posto e perché è finito

Lo Scambio sul Posto (SSP) era un meccanismo gestito dal GSE che permetteva ai proprietari di b di immettere in rete l'energia prodotta in eccesso e di ricevere una compensazione economica quando la prelevavano successivamente. In pratica, la rete elettrica funzionava come una batteria virtuale: producevi di giorno, consumavi di sera e il GSE regolava i conti.

Il meccanismo era disciplinato dalla delibera ARERA ARG/elt 74/08 e poteva essere richiesto da privati e piccole imprese con impianti fino a 500 kW di potenza.

Perché è stato chiuso

La chiusura dello Scambio sul Posto è arrivata in attuazione del D.Lgs. 199/2021, che ha recepito la Direttiva Europea RED II sulle energie rinnovabili. L'obiettivo è riordinare il sistema di incentivazione e promuovere meccanismi più moderni come l'autoconsumo, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e il Ritiro Dedicato.

Le date chiave della chiusura:

  • 29 maggio 2025: ultimo giorno per l'entrata in esercizio di nuovi impianti che potevano accedere allo SSP
  • 26 settembre 2025: termine ultimo per la presentazione delle richieste di convenzione SSP al GSE
  • Delibera ARERA 78/2025/R/efr: atto formale che ha sancito la dismissione del meccanismo

Da queste date in poi, nessun nuovo impianto può più accedere allo Scambio sul Posto.

Cosa succede agli impianti esistenti in Scambio sul Posto

Se hai un contratto SSP ancora attivo, la notizia è questa: il tuo contratto resta valido fino alla sua scadenza naturale. Il GSE continuerà a erogare il contributo in conto scambio secondo le condizioni previste dalla tua convenzione.

Ecco le casistiche principali:

  • Contratti con durata residua: proseguono normalmente fino a scadenza. Il contratto SSP ha durata di 1 anno solare e si rinnova tacitamente, a meno che tu non faccia recesso con preavviso di 60 giorni tramite il portale GSE
  • Impianti con contratto SSP attivo da oltre 15 anni: il GSE ha chiuso automaticamente queste convenzioni al 31 dicembre 2024, con liquidazione delle eccedenze entro il 30 giugno 2025
  • Impianti senza richiesta di alternativa: chi non ha attivato un'alternativa (Ritiro Dedicato, CER) è stato trasferito automaticamente al regime di Ritiro Dedicato

Come verificare il proprio contratto sul portale GSE

Per controllare lo stato del tuo contratto di Scambio sul Posto:

1. Accedi all'Area Clienti GSE su gse.it

2. Vai nella sezione Contratti > Elenco Contratti

3. Seleziona il contratto di Scambio sul Posto

4. Verifica la data di attivazione, la scadenza e l'eventuale presenza di eccedenze maturate

Se risultano eccedenze non liquidate, puoi richiederne il pagamento oppure mantenerle come credito per l'anno successivo — ma attenzione: con la chiusura del meccanismo, la liquidazione è generalmente la scelta più prudente.

Quanto paga il GSE per lo Scambio sul Posto nel 2026

Per chi ha ancora un contratto SSP attivo, il GSE continua a pagare il contributo in conto scambio (Cs). L'importo dipende da quanta energia immetti in rete e da quanta ne prelevi.

La tariffa media di compensazione nel 2025 si è attestata intorno a 0,14-0,18 €/kWh, circa la metà del prezzo medio di acquisto dall'esterno. Per un impianto domestico da 6 kWp che produce circa 8.000-9.000 kWh/anno e ne immette in rete circa il 65-70%, il contributo annuo è nell'ordine di 700-1.100 €.

Come si calcola il contributo SSP

Il contributo in conto scambio si calcola con questa formula:

Cs = min(Oe; Cei) + CUsf × Es

Dove:

  • Cs = contributo pagato al proprietario dell'impianto
  • Oe = onere energia, calcolato sul Prezzo Unico Nazionale (PUN)
  • Cei = controvalore dell'energia immessa in rete, calcolato per zona
  • CUsf = corrispettivo unitario forfetario per i servizi di rete
  • Es = energia scambiata (il minimo tra energia immessa e prelevata)

In pratica: più i tuoi consumi sono allineati alla produzione, più il contributo è alto. Se immetti molto più di quanto prelevi, la quota eccedente viene valorizzata a un prezzo inferiore.

Quando paga il GSE: calendario acconti e conguaglio

Il GSE eroga il contributo SSP con un sistema di acconti semestrali e conguaglio annuale:

  • Pagamento: Acconto 1° semestre — Pubblicazione: 15 maggio — Erogazione: Metà giugno
  • Pagamento: Acconto 2° semestre — Pubblicazione: 15 ottobre — Erogazione: Metà novembre
  • Pagamento: Conguaglio annuale — Pubblicazione: 15 maggio anno successivo — Erogazione: Fine giugno anno successivo

Il GSE monitora automaticamente le letture del contatore bidirezionale. Gli importi vengono pubblicati nell'Area Clienti prima dell'erogazione.

Liquidazione eccedenze: conviene?

Se l'energia che hai immesso in rete supera quella prelevata, si generano eccedenze. Hai due opzioni:

  • Liquidazione in denaro: il GSE paga le eccedenze al prezzo medio zonale, generalmente tra 0,05 e 0,10 €/kWh — un importo modesto
  • Credito per l'anno successivo: le eccedenze vengono riportate come credito nel calcolo dell'anno seguente

A questo punto ti starai chiedendo: conviene liquidare? Con il contratto SSP in scadenza, la risposta è quasi sempre sì. Non ha senso accumulare crediti su un meccanismo che sta chiudendo. Se il tuo contratto è prossimo alla scadenza, richiedi la liquidazione tramite il portale GSE.

Scambio sul Posto e dichiarazione dei redditi

Il contributo in conto scambio ha rilevanza fiscale e va dichiarato. Le regole dipendono dalla tua situazione:

Per i privati (persona fisica, impianto ≤ 20 kW)

  • La quota energia del contributo SSP (la parte che compensa il costo dell'elettricità prelevata) non è tassata — è considerata una compensazione, non un reddito
  • La quota eccedenze (l'energia immessa in eccesso rispetto a quella prelevata, se liquidata) è invece un reddito diverso e va dichiarata nel Rigo D5 (codice 1) del modello 730 oppure nel Quadro RL (Rigo RL14) del modello Redditi PF
  • Il contributo non è soggetto a IVA per impianti ≤ 20 kW ad uso domestico

Per impianti > 20 kW o uso commerciale

  • L'intero contributo è considerato ricavo o reddito d'impresa
  • Va emessa fattura al GSE con IVA al 22%
  • Il reddito va dichiarato nel quadro pertinente in base al regime fiscale adottato

In caso di dubbio, consulta il tuo commercialista con il dettaglio dei contributi SSP scaricabile dal portale GSE (sezione "Contributi e Corrispettivi").

Differenza tra Scambio sul Posto e Ritiro Dedicato

Con la chiusura dello SSP, il Ritiro Dedicato (RID) è diventato il meccanismo principale per chi vuole valorizzare l'energia immessa in rete. Le differenze sono sostanziali:

  • Caratteristica: Meccanismo — Scambio sul Posto (SSP): Compensazione: immetti e prelevi, il GSE regola i conti — Ritiro Dedicato (RID): Vendita: il GSE compra la tua energia a un prezzo fisso
  • Caratteristica: Stato 2026 — Scambio sul Posto (SSP): Chiuso a nuove adesioni — Ritiro Dedicato (RID): Attivo e disponibile
  • Caratteristica: Prezzo — Scambio sul Posto (SSP): Compensazione ~0,14-0,18 €/kWh — Ritiro Dedicato (RID): PMG ~0,047 €/kWh; prezzo di mercato effettivo ~0,10-0,11 €/kWh
  • Caratteristica: Vantaggio principale — Scambio sul Posto (SSP): Più conveniente se consumi ≈ produzione — Ritiro Dedicato (RID): Nessun vincolo tra produzione e consumo
  • Caratteristica: Gestione — Scambio sul Posto (SSP): Conguaglio annuale, calcolo complesso — Ritiro Dedicato (RID): Pagamento semplice sull'energia immessa
  • Caratteristica: Compatibilità — Scambio sul Posto (SSP): Non compatibile con Superbonus 110% — Ritiro Dedicato (RID): Compatibile con la maggior parte degli incentivi
  • Caratteristica: Fiscalità — Scambio sul Posto (SSP): Quota energia non tassata (≤ 20 kW) — Ritiro Dedicato (RID): Ricavo tassabile — va dichiarato

Il Ritiro Dedicato è più semplice da gestire, ma economicamente meno vantaggioso dello SSP per chi ha un buon equilibrio tra produzione e consumo. Il prezzo riconosciuto dal GSE per l'energia immessa è significativamente più basso rispetto alla compensazione dello Scambio sul Posto.

Per un approfondimento completo: guida al Ritiro Dedicato 2026.

Le alternative allo Scambio sul Posto nel 2026

Lo SSP è chiuso, ma le opzioni per valorizzare l'energia del tuo impianto fotovoltaico non mancano. Ecco le tre alternative principali, più una soluzione che cambia le regole del gioco.

Ritiro Dedicato (RID)

Il Ritiro Dedicato è l'alternativa più immediata: il GSE acquista l'energia che immetti in rete a un prezzo minimo garantito, aggiornato annualmente dall'ARERA. È la soluzione di default per chi esce dallo SSP senza scegliere altro.

Pro: semplice, automatico, nessun vincolo tra produzione e consumo. Contro: il prezzo riconosciuto è contenuto — il prezzo minimo garantito (PMG) è di circa 0,047 €/kWh, anche se il prezzo effettivo di mercato si attesta mediamente intorno a 0,10-0,11 €/kWh. In entrambi i casi, molto meno di quanto paghi l'energia dalla rete.

Autoconsumo con accumulo

La batteria di accumulo è la soluzione più efficace per sostituire lo Scambio sul Posto dal punto di vista economico. Invece di immettere l'energia in rete e ricevere una compensazione modesta, la accumuli e la usi quando ti serve — di sera, di notte, nei giorni nuvolosi.

  • Autoconsumo senza batteria: circa 25-35% dell'energia prodotta
  • Autoconsumo con batteria: circa 70-85% dell'energia prodotta
  • Risparmio annuo aggiuntivo: tra 400 e 600 € rispetto allo scenario senza accumulo

Una batteria da 8,29 kWh costa circa 3.700-3.900 € e si ripaga in 8-12 anni. Con il Bonus Casa al 50% (prima casa), il costo effettivo si dimezza.

Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)

Le CER permettono di condividere l'energia prodotta con altri utenti collegati alla stessa cabina primaria. L'energia condivisa genera un corrispettivo di valorizzazione ARERA di circa 0,008-0,01 €/kWh (restituzione delle componenti tariffarie) più una tariffa premio GSE tra 0,06 e 0,12 €/kWh (in base alla potenza dell'impianto e ai prezzi di mercato), per un totale di circa 0,07-0,13 €/kWh sull'energia condivisa.

Pro: rendimento potenzialmente superiore allo SSP sull'energia condivisa. Contro: richiede l'adesione a una comunità energetica, con complessità organizzativa e burocratica significativa. I tempi di attivazione sono ancora lunghi.

Per saperne di più: guida alle Comunità Energetiche Rinnovabili.

Enpal One: l'alternativa intelligente allo Scambio sul Posto

Enpal One è un servizio che trasforma la tua batteria domestica in uno strumento attivo di guadagno. Funziona come un conto energetico intelligente: un algoritmo gestisce automaticamente la carica e la scarica della batteria in base ai prezzi di mercato dell'energia.

In pratica:

  • Acquista la tua energia in eccesso direttamente, senza passare dal GSE — niente portali, niente pratiche, pagamenti mensili automatici via bonifico
  • Ottimizza la vendita: accumula energia quando il prezzo è basso, la rivende quando il prezzo sale, garantendo sempre energia sufficiente per i tuoi consumi
  • Zero burocrazia: nessun contratto GSE da gestire, nessuna rendicontazione, nessuna dichiarazione dei redditi per eccedenze

Il risultato è un risparmio aggiuntivo rispetto a un sistema tradizionale con Ritiro Dedicato, senza alcun effort da parte tua. Il sistema lavora 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Cosa fare adesso: guida pratica

La scelta giusta dipende dalla tua situazione attuale. Ecco uno schema per orientarti:

Se hai ancora un contratto SSP attivo:

1. Verifica la scadenza del tuo contratto sul portale GSE

2. Valuta se liquidare le eccedenze accumulate

3. Pianifica il passaggio a un'alternativa prima della scadenza, per non ritrovarti nel Ritiro Dedicato di default (che paga meno)

4. Considera l'installazione di una batteria di accumulo per aumentare l'autoconsumo e dipendere meno dalla compensazione

Se il tuo contratto SSP è scaduto o stai installando un nuovo impianto:

1. Se non hai batteria: valuta l'accumulo come prima opzione — il risparmio sull'autoconsumo supera quasi sempre il ricavo del Ritiro Dedicato

2. Se hai già una batteria: considera Enpal One per ottimizzare automaticamente la vendita dell'energia in eccesso

3. Se sei in un contesto condominiale o di quartiere: informati sulle CER disponibili nella tua zona

In tutti i casi, la direzione è chiara: massimizzare l'autoconsumo è la strategia più conveniente nel 2026. Lo Scambio sul Posto compensava chi immetteva in rete; oggi, con i prezzi del Ritiro Dedicato molto più bassi, conviene consumare il più possibile dell'energia che produci.

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Lo Scambio sul Posto è finito, ma il modo di valorizzare la tua energia si è evoluto.

Con Enpal puoi installare un impianto fotovoltaico, una batteria di accumulo e una pompa di calore con 0 euro di anticipo. E con Enpal One, la tua batteria diventa uno strumento intelligente che ottimizza automaticamente la gestione dell'energia — senza burocrazia GSE e senza pensieri.

Domande frequenti

Cos'è lo Scambio sul Posto?

Lo Scambio sul Posto (SSP) era un meccanismo del GSE che compensava i proprietari di impianti fotovoltaici per l'energia immessa in rete. In pratica, la rete funzionava come una batteria virtuale: producevi di giorno, consumavi di sera e il GSE regolava i conti con un contributo economico. Il meccanismo è stato chiuso a nuove adesioni dal 2025 (delibera ARERA 78/2025).

Lo Scambio sul Posto esiste ancora nel 2026?

No per i nuovi impianti — non è più possibile attivare nuove convenzioni SSP dal 26 settembre 2025. Sì per i contratti già attivi — le convenzioni esistenti proseguono fino a scadenza naturale, con il GSE che continua a erogare il contributo in conto scambio. I contratti attivi da oltre 15 anni sono stati chiusi al 31 dicembre 2024.

Quanto paga il GSE per lo Scambio sul Posto?

La tariffa media di compensazione è di circa 0,14-0,18 €/kWh, pari a circa la metà del prezzo di acquisto dalla rete. Per un impianto da 6 kWp, il contributo annuo è nell'ordine di 700-1.100 €, a seconda del rapporto tra energia immessa e prelevata.

Che differenza c'è tra Scambio sul Posto e Ritiro Dedicato?

Lo SSP era un sistema di compensazione: immettevi e prelevavi energia, il GSE regolava i conti. Il Ritiro Dedicato è una vendita diretta: il GSE compra la tua energia a un prezzo fisso (0,05-0,10 €/kWh), più basso della compensazione SSP. Il RID è più semplice da gestire ma economicamente meno vantaggioso per chi ha un buon equilibrio produzione/consumo.

Come si dichiara lo Scambio sul Posto nel 730?

Per impianti ≤ 20 kW ad uso domestico, la quota energia del contributo SSP non è tassata (Circolare AdE 46/E/2007). La quota eccedenze (se liquidata) va dichiarata nel Rigo D5 (codice 1) del modello 730 come reddito diverso. Per impianti > 20 kW o ad uso commerciale, l'intero contributo è reddito d'impresa e richiede fatturazione con IVA al 22%.

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